Vendi prodotti di altri. Di cosa rispondi tu.
L'obbligo del passaporto ricade su chi immette il prodotto sul mercato europeo. Per un retailer questo cambia molto a seconda di cosa vende: un marchio terzo già presente in Europa, un marchio extraeuropeo che importi tu, o una tua private label.
L'obbligo è del marchio, la verifica è tua
Se vendi un marchio già immesso sul mercato europeo da qualcun altro, il passaporto lo produce quel qualcun altro. Quello che riguarda te è accorgerti se manca, prima che se ne accorga un cliente o un'autorità.
Se importi tu, l'obbligo diventa tuo
Portare in Europa un marchio che in Europa non c'è significa diventare il soggetto che immette il prodotto sul mercato, con tutto quello che ne consegue in termini di dati da avere e da poter dimostrare.
Sul tuo marchio sei un marchio
Per la private label vali esattamente come un marchio di moda: stessa filiera da mappare, stessi documenti da raccogliere, stesso passaporto da pubblicare. È di solito la parte che sorprende di più.
Raccogliere dai marchi che vendi
Lo stesso meccanismo che un marchio usa con i propri fornitori funziona fra te e i marchi che ospiti: una richiesta per volta, nessun account da creare, e quello che hanno già mandato non si richiede.
Quello che vede il cliente sullo scaffale
Inquadra il codice sul capo e arriva alla pagina del marchio, non alla tua. Il passaporto è del prodotto, e resta tale anche quando il prodotto cambia canale di vendita.
Quali marchi sono pronti e quali no
Con centinaia di marchi in assortimento la domanda utile non è «siamo a posto?», è «chi non lo è». Le analisi rispondono a quella, marchio per marchio.