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Moda e tessile

Il Digital Product Passport per la moda e il tessile

Il passaporto di un capo si costruisce con informazioni detenute dai fornitori, dentro documenti che nessuno ha mai concepito per essere letti da una macchina. L'obbligo è del brand; le informazioni stanno presso aziende che il brand non sempre sa nominare, e la filiera tessile è il caso più difficile fra quelli che il Regolamento affronta.

Edoardo Rinaldi · Founder, Trama
Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2026

Dove sta la difficoltà

Pubblicare un passaporto è un problema risolto: un record, un identificativo, un resolver, una pagina. Raccogliere i dati che vi confluiscono è la parte che nessuno ha risolto, e nella moda è più difficile che in qualunque altro gruppo prioritario.

Un capo attraversa filatura, tessitura o maglieria, tintura e finissaggio, taglio e confezione. Sono aziende diverse, spesso in paesi diversi, e una quota rilevante della lavorazione viene a sua volta subappaltata dal fornitore che ha in mano l'ordine. Con il primo livello il brand ha un contratto. Del terzo, spesso, non conosce nemmeno il nome.

L'informazione sta a monte, e già esiste

Composizione, origine, trattamenti, sostanze, certificazioni: i dati che un passaporto tessile richiederà sono detenuti da chi ha prodotto il materiale, non dal brand. Sono registrati in documenti che già circolano: distinte base, documenti di trasporto, rapporti di prova, certificazioni GOTS, GRS e OEKO-TEX. Non c'è nulla da creare; c'è da leggere, in una forma che nessun sistema sa interrogare. A quei documenti manca la struttura. Arrivano come PDF, fogli di calcolo, scansioni e allegati di posta elettronica, nel formato che ciascun fornitore utilizza, e non ve ne sono due che utilizzino lo stesso.

I fornitori non adotteranno un portale

Una filatura che serve quaranta brand non manterrà quaranta portali, e un subfornitore con dodici dipendenti non ha personale da assegnare a un sistema nuovo. Qualunque metodo di raccolta che richieda al fornitore di installare software, custodire credenziali o imparare un'interfaccia si ferma alla prima azienda che non ha una ragione commerciale per adeguarsi. Resta il canale che la filiera già utilizza per i documenti: un'email, un allegato che il fornitore ha già in mano, una risposta che non impone a nessuno una procedura nuova.

La riservatezza è la posizione commerciale del fornitore

Per un fornitore, l'elenco dei propri fornitori è ciò che lo rende difficile da sostituire. Richiesto di comunicarlo a un cliente perché quel cliente possa rispondere a un'autorità, il fornitore rifiuterà, prenderà tempo, oppure manderà qualcosa di approssimativo. Una risposta approssimativa dentro un passaporto è peggiore di un dato mancante, perché costituisce una dichiarazione.

Un sistema di raccolta che metta i dati di ciascun fornitore sotto gli occhi degli altri non verrà usato. Ogni attore deve poter conferire la parte che detiene senza esporla agli attori che gli stanno intorno.

Le stagioni si chiudono, e i lotti non si riaprono

La moda procede per collezioni. Materiali, filature e terzisti di una stagione cambiano; il terzista che ha curato il finissaggio della stagione precedente ha adesso altre lavorazioni in corso, e chi avrebbe potuto rispondere a una domanda su una produzione è già passato alla successiva.

Un dato fissato a livello di lotto non è ricostruibile dopo la spedizione del lotto. Ciò che manca è il collegamento fra il documento e la produzione, non il documento — e quale dato sta a quale livello lo fissano i requisiti, non il brand.

Quello che non si è raccolto mentre la stagione era aperta non si recupera più, e nessuna spesa lo riporta indietro.

Che cosa si può preparare prima dell'atto delegato

L'elenco definitivo dei dati non è pubblicato, e oggi nessun fornitore è in grado di indicarlo. Le fonti sono comunque note, ed è mapparle a richiedere mesi: quali livelli esistono dietro ciascun materiale, quale azienda detiene quale documento, e in che forma quel documento arriva.

Un brand che ha mappato i propri livelli di fornitura e strutturato i documenti che già riceve sarà in grado di soddisfare un elenco di dati che non ha ancora visto. Chi comincia il giorno della pubblicazione si troverà a chiedere ai fornitori uno storico che non conservano più.

Il calendario per la moda

Il piano di lavoro per la progettazione ecocompatibile 2025–2030, adottato il 16 aprile 2025, individua il tessile come gruppo di prodotti prioritario. L'atto delegato è atteso nel 2027, con applicazione a fine 2028 o nel 2029. La calzatura resta fuori dall'ambito di applicazione del primo atto sul tessile. Le date già fissate sono riportate nella pagina sul Regolamento ESPR.

Prima di entrambe le date arriva l'articolo 25, che vieta la distruzione dei prodotti di consumo invenduti nelle categorie elencate nell'allegato VII, fra cui abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature, e che si applica alle grandi imprese dal 19 luglio 2026. È un obbligo distinto dal passaporto. Le quantità che disciplina sono registrate negli stessi sistemi di produzione e logistica da cui il passaporto attingerà.

Domande frequenti

Da quando il Digital Product Passport si applicherà all'abbigliamento?

L'atto delegato per il tessile è atteso nel 2027, con applicazione a fine 2028 o nel 2029. Nessuna data è fissata finché quell'atto non viene adottato.

Il Digital Product Passport si applica alle calzature?

La calzatura resta fuori dall'ambito di applicazione del primo atto delegato sul tessile. Rientra nell'ambito di applicazione del Regolamento e in quello del divieto di distruzione degli invenduti dell'articolo 25, che elenca le calzature nell'allegato VII.

Chi deve produrre il passaporto, il brand o lo stabilimento che realizza il capo?

L'operatore economico che immette il prodotto sul mercato europeo. Per un brand che produce tramite terzi è il brand. Lo stabilimento detiene gran parte delle informazioni. L'obbligo non si sposta con esse.

Quali dati servono per il passaporto di un capo?

L'elenco definitivo deriva dall'atto delegato sul tessile e non è pubblicato. Il Regolamento prevede requisiti in materia di durabilità, riparabilità, contenuto riciclato, sostanze che destano preoccupazione e informazioni di filiera. Sono tutti dati detenuti a monte: distinte base, documenti di trasporto, rapporti di prova, certificazioni.

I nostri fornitori dovranno installare un software?

Non dovrebbero averne bisogno. Trama raccoglie attraverso il canale che i fornitori già utilizzano per i documenti: nessun account, nessuna password, nulla da installare.

Si può iniziare prima della pubblicazione dell'atto delegato?

L'elenco dei dati non è definitivo. Le fonti, invece, sono già note. Mappare i livelli di fornitura dietro ciascun materiale e strutturare i documenti che già arrivano richiede mesi, e una scadenza non li accorcia.

Il passaporto espone i nostri fornitori ai concorrenti?

Il Regolamento prevede categorie di lettori distinte e la regola di accesso è definita dato per dato. Un'informazione cui un'autorità di vigilanza del mercato ha titolo di accedere non è per questo pubblicata verso i consumatori o verso i concorrenti.